Categoria: accessibilità-digitale

  • Principio WCAG 1 – Percepibile: Rendere i Contenuti Visibili e Udibili per Tutti

    Nel primo articolo abbiamo visto cosa sono le WCAG e quali sono i loro quattro principi cardine. Oggi entriamo nel vivo analizzando il primo principio: Percepibile. Rendersi percepibili significa garantire che le informazioni e i componenti dell’interfaccia siano presentati in modi che gli utenti possano fruire tramite i loro sensi disponibili.

    1. Testi alternativi per le immagini (Alt Text)

    Gli screen reader utilizzati dalle persone non vedenti o ipovedenti non possono “leggere” direttamente le immagini, ma leggono il loro testo alternativo. È fondamentale inserire un attributo alt chiaro e descrittivo per ogni immagine non puramente decorativa.

    Nota sull’Intelligenza Artificiale: Oggi esistono servizi terzi e strumenti basati su IA capaci di analizzare e descrivere automaticamente le immagini. Tuttavia, è importante sottolineare che questi strumenti non possono sostituire un testo alternativo curato da un autore, poiché non conoscono il contesto specifico in cui l’immagine è inserita all’interno dell’articolo.

    Se io scrivessi un articolo su Libera, il mio cane guida, mettendo una sua foto inserirei questo testo alternativo:

    <img src="cane-guida.jpg" alt="Libera, un labrador nero, mentre mi accompagna e fa evitare tutti gli ostacoli" />
    

    L’intelligenza artificiale potrebbe inserire una descrizione più generica del tipo:

    
    <img src="cane-guida.jpg" alt="Un cane guida Labrador nero che accompagna il suo conduttore su un marciapiede" />
    

    Capite che il contesto cambia tutto! 🙂

    2. Contrasto cromatico adeguato

    Un contrasto insufficiente tra il testo e lo sfondo rende la lettura faticosa o impossibile per persone con ipovisione o daltonismo. Le linee guida WCAG 2.1 richiedono un rapporto di contrasto minimo di 4.5:1 per il testo normale e di 3:1 per il testo di grandi dimensioni.

    3. Contenuti multimediali ed evitare il sovraccarico cognitivo

    I video e gli audio devono essere accessibili, ma è fondamentale non sovraccaricare l’utente: studi sulla fruibilità indicano che troppi stimoli contemporanei (sottotitoli, sovrimpressioni e audiodescrizioni nello stesso momento) generano distrazione e affaticamento cognitivo.

    La soluzione migliore è offrire questi elementi in modo separato e attivabile su richiesta:

    • Sottotitoli: essenziali per persone sorde o ipouditive, da poter attivare/disattivare nel player.
    • Trascrizioni testuali: un’alternativa scritta completa consultabile a parte per chi preferisce leggere il contenuto.
    • Audiodescrizioni: una traccia audio dedicata per descrivere le scene visive a chi non può vederle.

    Prossimo appuntamento
    Tra 14 giorni esploreremo il secondo principio WCAG: Utilizzabile, analizzando come rendere la navigazione da tastiera e i menu perfettamente accessibili. Ricorda sempre di testare l’usabilità e la resa del tuo sito su diversi dispositivi!

    Naturalmente se avete commenti di qualsiasi tipo scriveteli e li leggerò volentieri!

  • Come testare l’accessibilità di un sito web con uno Screen Reader


    Perché gli audit automatici non bastano

    Gli strumenti di validazione automatica sono utilissimi per identificare errori sintattici di base, ma non possono valutare la reale fruibilità di una pagina.
    Per comprendere davvero se un contenuto è accessibile, è indispensabile provarlo sul campo utilizzando uno screen reader

    Testare manualmente la navigazione da tastiera e l’output vocale permette di verificare il rispetto delle linee guida internazionali
    WCAG 2.1 del W3C, garantendo un’esperienza equivalente per tutti gli utenti.

    Audit professionali e consulenze specializzate

    Accanto ai test autonomi, sono nate diverse realtà e società specializzate nell’offrire audit d’accessibilità a 360° per aziende e istituzioni.
    Rivolgersi a consulenti ed enti esperti per verifiche manuali e valutazioni di conformità è una scelta strategica per chi desidera certificare l’accessibilità del proprio ecosistema digitale.

    E allora voi potreste chiedermi: “perché dovrei farlo io questo test?” la risposta è semplice, prima di tutto perché queste consulenze costano mentre i test manuali sarebbero gratuiti 😉 ma anche perché senza questi test andreste a presentare sempre un prodotto da dover rivedere e correggere ed aggiungere l’accessibilità a posteriori, a mio avviso, è sempre un errore!

    Configurazione e primi passi con NVDA su Windows

    Personalmente uso sistemi operativi Windows e lo screen reader che uso è NVDA (NonVisual Desktop Access) che è un software opensource, gratuito e molto diffuso.
    Vi consiglio, quindi, di utilizzare questo programma nei test su Windows eVoice Over per quanto riguarda il mondo Apple, comunque ci sarà un paragrafo ad hoc in cui inserirò le alternative. Per ora concentriamoci su NVDA!
    Per avviare un test efficace, è consigliabile familiarizzare con la modalità esplorazione e l’uso del tasto modificatore (solitamente Insert o Bloc Maiusc).

    Comandi essenziali per testare la pagina web

    Durante il test, il tasto modificatore NVDA (generalmente Insert) combinato con la tastiera permette di esplorare rapidamente la struttura:

    • H: Naviga tra le intestazioni successive (da H1 a H6) per verificare la gerarchia logica dei contenuti.
    • K: Salta al link successivo per controllare se i testi dei collegamenti sono descrittivi anche fuori dal contesto.
    • NVDA + F7: Apre la lista degli elementi (link, intestazioni, bottoni), uno strumento fondamentale per valutare la scansionabilità della pagina.

    Verificate sempre che le immagini abbiano un testo alternativo descrittivo e che tutti i moduli siano compilabili usando solo il tasto Tab e Invio.

    Integrazione teorica: VoiceOver, JAWS e Orca

    Per una panoramica completa del test, è utile conoscere gli equivalenti di NVDA sugli altri ambienti operativi:
    JAWS, un’alternativa a pagamento per Windows, VoiceOver su macOS e Orca, lo screen reader standard e open-source per ambienti Linux/GNOME.

    Comandi a confronto per l’esplorazione veloce

    Azione di Test NVDA (Win) JAWS (Win) VoiceOver (Mac) Orca (Linux)
    Naviga Intestazioni (H1-H6) H H Rotore (VO + U) o Navigazione Rapida H H
    Naviga Link K K Rotore (VO + U) o Navigazione Rapida L K
    Lista Elementi / Rotore NVDA + F7 INSERT + F3 VO + U Orca + F7

    Conclusioni: l’importanza dei test manuali

    Gli screen reader sono strumenti indispensabili per comprendere davvero l’esperienza utente offerta dal proprio sito web.
    Integrare verifiche manuali periodiche da tastiera affiancate ad audit automatici ti permetterà di abbattere ogni barriera e garantire un’accessibilità reale e universale.

    Non lo dico perché, essendo completamente cieco, credo che sia l’unico strumento utile ma perché se riesci a navigare con uno screen reader vuol dire che la struttura della pagina è correttamente formattata e questo varrà anche per altre tecnologie assistive!

    Se hai suggerimenti, domande e/o critiche, commenta e risponderò di sicuro!

  • Guida alle WCAG: Cosa Sono e Perché Renderanno il Tuo Sito Veramente Inclusivo

    Quando parliamo di un web accessibile a tutti, il punto di partenza fondamentale sono le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), lo standard internazionale definito dal W3C (World Wide Web Consortium). Rispettare queste linee guida non significa soltanto migliorare l’esperienza di navigazione per le persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive, ma garantisce a chiunque un’usabilità superiore e migliori prestazioni SEO.

    Ci sono innumerevoli siti che ne parlano e, mi scuseranno gli autori degli articoli, ma spero di portare un punto di vista diverso con questa serie di articoli e, soprattutto, su un sito che si chiama Verso l’accessibilità ed oltre mi sembrava doveroso parlarne.

    Tra inclusione e obbligo di legge: la normativa

    In Europa, con l’European Accessibility Act (EAA) in vigore dal 28 giugno 2025, e in Italia con il D.Lgs. 82/2022 e le linee guida AgID 2026, l’accessibilità non è più “buona pratica”: è un obbligo per molte PA e PMI, con sanzioni che possono arrivare a 40.000 €.

    I quattro principi fondamentali: POER

    Per comprendere le WCAG è essenziale conoscere i quattro principi cardine su cui si basano:

    1. Percepibile: Le informazioni e i componenti dell’interfaccia devono essere presentati in modo che gli utenti possano fruirne con i propri sensi disponibili (ad esempio tramite testo alternativo per le immagini o contrasti cromatici adeguati).
    2. Utilizzabile: I componenti dell’interfaccia e la navigazione devono essere utilizzabili da chiunque, ad esempio consentendo la completa navigazione tramite tastiera.
    3. Comprensibile: Le informazioni e le operazioni dell’interfaccia devono essere chiare, con testi leggibili e un funzionamento prevedibile.
    4. Robusto: Il contenuto deve essere sufficientemente solido da poter essere interpretato in modo affidabile da un’ampia varietà di tecnologie assistive, come gli screen reader.

    Cosa succederà ora?
    Questo è solo il primo passo! Tra 14 giorni uscirà il prossimo articolo della nostra serie, dove esploreremo nel dettaglio il primo principio: Percepibile, con consigli pratici da applicare subito al tuo sito. Torna a trovarci per non perdertelo!

  • Il mio percorso nell’accessibilità digitale: perché ho scelto la IAAP e la certificazione CPAC

    Dal 16 agosto sono ufficialmente un membro attivo della IAAP (International Association of Accessibility Professionals). Questo passo rappresenta molto più di una semplice iscrizione: è l’inizio di un percorso strategico verso la certificazione CPAC (Certified Professional in Accessibility Core Competencies) e una scelta di vita professionale che segue il corso di perfezionamento fatto alla Università Europea di Roma in Diversity e Disability Management ed il mio ruolo di disability manager di fresca nomina.

    Integrazione di persone e tecnologia: icona globale che simboleggia l'inclusione e la rete professionale IAAP.

    Il valore di una rete globale come la IAAP

    Far parte della IAAP significa entrare a contatto con la più grande community internazionale di esperti dedicati all’inclusione. La collaborazione costante dell’associazione con gli enti centrali europei garantisce che le competenze promosse siano sempre in linea con le direttive e gli standard più avanzati.

    Verso la certificazione CPAC

    Anche se non sono ancora certificato, considero la CPAC un traguardo fondamentale per chiunque desideri validare le proprie competenze fondative sull’accessibilità web e fisica. Promuovere questa certificazione è essenziale per diffondere una vera cultura dell’inclusione basata su standard rigorosi e riconosciuti a livello globale.

    Caratteristiche dell’esame

    L’esame conterrà 100 (cento) domande a scelta multipla, con 4 opzioni tra cui scegliere l’unica risposta corretta. Fortunatamente, le risposte non date o errate varranno 0 (zero) punti, mentre ogni risposta corretta varrà 1 (uno) punto. Infine, le lingue attualmente disponibili (che in futuro saranno ampliate) sono Inglese, Tedesco e Spagnolo.

    Un professionista al lavoro su un laptop, affiancato da elementi grafici relativi allo studio degli standard WCAG e all'accessibilità.

    Gli argomenti dell’esame

    I macro-argomenti dell’esame CPAC sono tre:

    1) Disabilità, Sfide e Tecnologie Assistive (40% dell’esame)

    In questa area si richiede la comprensione delle diverse tipologie di disabilità, delle barriere affrontate dalle persone e delle tecnologie utilizzate per interagire con il mondo digitale e fisico:

    • Modelli teorici della disabilità: Caratterizzazione, differenze, punti di forza e debolezze dei vari modelli (medico, sociale, biopsicosociale, economico, basato sulle soluzioni funzionali, di identità sociale/affiliazione culturale e caritativo).
    • Categorie e caratteristiche delle disabilità: Studio approfondito delle disabilità visive, uditive, della sordo-cecità, del linguaggio, della mobilità, della flessibilità e struttura corporea, cognitive, delle crisi epilettiche e psicologiche, con relative barriere nell’ICT e nel mondo fisico.
    • Tecnologie assistive e strategie adattive: Identificazione di tecnologie (come screen reader, sistemi di ascolto assistito o software di previsione del testo) e strategie di adattamento a livello individuale per disabilità permanenti, temporanee o episodiche.
    • Demografia e statistiche sulla disabilità: Comprensione delle ragioni per raccogliere questi dati, dei limiti legati allo sviluppo di statistiche e delle implicazioni demografiche globali.
    • Etiquette della disabilità: Linee guida sul modo rispettoso e inclusivo di interagire e comunicare con le persone con disabilità, compreso l’uso del linguaggio idoneo.

    2) Accessibilità e Progettazione Universale (40% dell’esame)

    Questo modulo affronta i principi di progettazione volti a rendere prodotti, servizi e ambienti utilizzabili dal maggior numero possibile di persone:

    • Accomodamenti individuali vs Progettazione Universale (Universal Design): Distinzione tra soluzioni progettate per singoli individui eccezionali e il design sistematico per un’ampia gamma di abilità.
    • Benefici dell’accessibilità: Come l’accessibilità favorisce le persone con disabilità e come le organizzazioni e la società beneficiano dell’inclusione in termini di innovazione, indipendenza e risparmio sui costi.
    • Principi di accessibilità per l’ICT: Studio e applicazione dei concetti fondamentali delle Linee guida per l’accessibilità dei contenuti Web (WCAG), in particolare i quattro principi POUR: Percepibile, Operabile (Utilizzabile), Comprensibile e Robusto.
    • Accessibilità nell’ambiente costruito: Principi e linee guida per la progettazione inclusiva di edifici, spazi pubblici e sistemi di trasporto.
    • Principi della Progettazione Universale: Conoscenza dei 7 principi del Design Universale e dei relativi obiettivi.
    • Universal Design for Learning (UDL): Applicazione dei tre principi cardine dell’UDL nell’istruzione: Coinvolgimento (Engagement), Rappresentazione (Representation), ed Azione ed Espressione (Action & Expression).
    • Usabilità ed Esperienza Utente (UX): Comprensione della progettazione centrata sull’utente (User-Centered Design) e di come l’accessibilità si integri e completi l’usabilità e la UX.

    3) Standard, Leggi e Strategie di Gestione (20% dell’esame)

    Questa sezione valuta la conoscenza dei quadri normativi nazionali e internazionali e delle migliori strategie organizzative per integrare l’accessibilità a livello aziendale:

    • Dichiarazioni e Convenzioni internazionali: Tra cui la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) e il Trattato di Marrakesh.
    • Normative regionali, nazionali e provinciali: Studio di leggi fondamentali sui diritti umani e sulla disabilità, come la Carta dei diritti fondamentali dell’UE, l’Equality Act 2010 (UK), l’ADA (USA) e l’AODA (Ontario).
    • Leggi specifiche per dominio e sugli appalti pubblici: Normative sul settore telecomunicazioni e leggi sugli acquisti pubblici di beni e servizi accessibili (es. direttive UE sugli appalti o Section 508 USA).
    • Applicazione degli standard di accessibilità all’ICT: Inquadramento delle normative come l’European Accessibility Act (EAA), la Web Accessibility Directive dell’UE e l’applicazione dello standard EN 301 549.
    • Integrazione dell’accessibilità nell’organizzazione: Strategie programmatiche e di governance, che includono la creazione di un piano di accessibilità ICT, l’uso di modelli di maturità, l’importanza dei “management champions”, le valutazioni, le strategie di assunzione inclusiva, i processi d’acquisto e la gestione della comunicazione.

    Vuoi saperne di più sulle certificazioni IAAP?

    Se ti occupi di tecnologia, progettazione o gestione delle risorse umane, investire nell’accessibilità non è solo un dovere etico e normativo, ma una vera opportunità strategica. Ti invito a esplorare il sito ufficiale della IAAP per scoprire la certificazione CPAC e le altre opportunità offerte da questa straordinaria community globale.

  • Intelligenza Artificiale e Accessibilità: Opportunità e Rischi

    L’Intelligenza Artificiale rappresenta una grande risorsa per i professionisti dell’accessibilità e i piccoli team, consentendo di automatizzare le attività di routine, velocizzare la stesura di report di audit e generare idee iniziali. Tuttavia, affidarsi ciecamente all’IA comporta forti rischi: poiché i modelli di linguaggio sono addestrati su dati storici privi di criteri inclusivi, tendono a generare codice privo di semantica, etichette errate o testi alternativi imprecisi. Pratiche come il “Vibe Coding” rischiano di aumentare le barriere digitali sul web anziché abbatterle. La regola d’oro è usare l’IA come supporto solo in ambiti in cui si ha già esperienza, mantenendo sempre la supervisione e il giudizio critico umano.

    Per supportare questa idea che mi sono fatto, vi condivido questo video interessantissimo in inglese, ma volendo con il doppiaggio automatico fatto dall’intelligenza artificiale, che rende molto bene l’idea.

    In questo video Simon Miner, imprenditore non vedente, racconta la sua esperienza con l’intelligenza artificiale e l’uso che ne fa come esperto di accessibilità.

    Ecco i punti chiave del discorso

    1. Le sfide per i liberi professionisti e piccoli team

    Chi lavora in piccole realtà o da solo deve gestire molteplici ruoli contemporaneamente (audit di accessibilità, sviluppo, formazione, vendite, marketing, amministrazione, risorse umane). L’IA rappresenta un’opportunità strategica per automatizzare ed accelerare le attività ripetitive e strutturate, permettendo di ampliare l’impatto del proprio lavoro senza necessariamente dover assumere personale.

    2. Il rapporto complesso tra IA e Accessibilità

    L’impatto dell’IA sull’accessibilità presenta luci e ombre:

    Benefici (Come l’IA aiuta): Velocizza i controlli di routine, aiuta a generare report di audit, supporta la stesura di linee guida per risolvere eventuali problemi(remediation) e suggerisce soluzioni per rendere i contenuti accessibili.
    Criticità (Come l’IA danneggia): Genera spesso codice, siti e documenti non accessibili. Questo accade perché i modelli di linguaggio (LLM) sono addestrati su dati web preesistenti che per anni sono stati privi di requisiti di accessibilità. L’IA tende inoltre a creare interfacce con cattiva semantica, “allucinare” testi alternativi per le immagini (alt text) o ignorare la comunità di persone con disabilità nella fase di progettazione.
    Il fenomeno del “Vibe Coding”: La tendenza crescente a scrivere codice tramite semplici prompt testuali senza una verifica manuale sta aumentando gli errori di accessibilità sul web, come evidenziato anche dal report WebAIM Million 2026.

    3. Linee guida per un uso sicuro dell’IA

    Simon Miner suggerisce regole rigide per l’integrazione dell’IA nel proprio flusso di lavoro:

    Cosa fare con l’IA: Usarla per bozze di contenuti, idee iniziali, brainstorming, compiti amministrativi (template, e-mail personalizzate), formattazione di note e sintesi.
    Cosa EVITARE di delegare all’IA: Decisioni strategiche e legali di alto livello, interazioni umane complesse (coaching, risoluzione di conflitti, relazioni con i clienti) e valutazioni di usabilità su casi limite che richiedono intuito ed esperienza vissuta.
    Regola d’oro: Utilizzare l’IA solo per attività in cui si è già esperti, in modo da poter revisionare e correggere gli output. L’IA non deve mai sostituire il giudizio critico umano (situational disempowerment).

    4. Casi d’uso pratici

    Contenuti e Comunicazione: Generazione di bozze per post social, stesura di testi alternativi (alt text) dettagliati fornendo il contesto adeguato, creazione di script per audiodescrizioni video e generazione di immagini/grafiche con strumenti orientati all’accessibilità (es. Venngage).
    Operatività aziendale: Creazione di modelli riutilizzabili per proposte commerciali ed e-mail di follow-up personalizzate per i clienti, oltre a modelli organizzativi (es. fogli di calcolo per il monitoraggio della sales pipeline).
    Design e Sviluppo: Sebbene gli strumenti automatici di creazione siti (es. Lovable) o i generatori di codice promettano accessibilità al 100%, spesso falliscono su aspetti cruciali (gestione del focus, etichette ARIA non corrispondenti). Strumenti come GitHub Copilot e nuovi agenti dedicati stanno comunque muovendo passi avanti nel segnalare problemi di struttura e ordine di lettura del codice.

    Io ho reputato questo intervento molto interessante ed essendomi da poco iscritto alla IAAP, di cui vi parlerò prossimamente, ho reputato utile condividerlo!

    E voi che ne pensate? Siete d’accordo o avete esperienze diverse da voler condividere?